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Demolire le abitazioni dei residenti locali per costruire ancora più seconde case?

Iv. Pa. Candinas sulla Legge sulle abitazioni secondarie (20.456)

Demolire le abitazioni dei residenti locali per costruire ancora più seconde case?

La proposta di revisione della Legge sulle abitazioni secondarie intende creare forti incentivi economici per la demolizione di edifici abitati al fine di ricostruirli, con profitto, come seconde case. Un messaggio scorretto in un mercato surriscaldato che bandisce i residenti locali.

Con l’adozione nel 2012 dell’Iniziativa sulle abitazioni secondarie, gli elettori svizzeri hanno posto un freno alla dilagante costruzione di case di vacanza. Attraverso molte generose deroghe, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno voluto attenuare gli effetti sociali ed economici del nuovo principio costituzionale nei comuni interessati.

È successo il contrario. Secondo la Zürcher Kantonalbank, chi oggi vende un immobile occupato da residenti locali per farne un’abitazione secondaria guadagna tra il 19 e il 26 percento in più. Sei località turistiche sono al momento elencate tra i dieci comuni che registrano i maggiori aumenti di prezzo. A seguito delle riconversioni, vengono meno gli spazi abitativi per i lavoratori locali che a faticano a trovare un alloggio e si inasprisce la spirale dei prezzi degli affitti.

La revisione della legge sulle abitazioni secondarie vorrebbe foraggiare ulteriormente un mercato già surriscaldato: secondo la proposta, chi demolisce un immobile abitato da residenti locali potrà ricostruirlo come casa di vacanza e ingrandirlo di un terzo. La proposta promette lauti guadagni per alcuni a scapito della collettività.

Porte chiuse e affitti sempre più cari per i residenti locali danneggiano lo sviluppo economico a lungo termine delle regioni turistiche. Il futuro è invece nello sviluppo e nel sostegno agli approcci innovativi volti ad aumentare il valore aggiunto delle 500’000 abitazioni secondarie esistenti.

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