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Morìa di ville a Lugano: presa di posizione della STAN

Nel mese di marzo 2006 la STAN ha scritto al Municipio di Lugano una lettera-appello finalizzata a  salvare nel limite del possibile le testimonianze più pregevoli di ville d’epoca.

Più precisamente la STAN chiede due cose alla Città: 1) un salvataggio “in extremis” di due ville d’epoca (villa Antonietta a Besso e villa Studer a Castagnola) che, seguendo l’iter procedurale della domanda di costruzione, sarebbero ormai condannate a venir presto demolite. Trattandosi di due ville particolarmente pregevoli e significative (per l’aspetto architettonico ma anche per l’attrattiva dei rispettivi sedimi, la prima in particolare con un parco che nel quartiere densamente abitato di Besso potrebbe convenientemente servire da verde pubblico o da dépendance per le vicine scuole comunali), la STAN suggerisce alla Città di esaminare la possibilità di un acquisto da parte del Comune. Nel caso poi di villa Studer, una magnifica villa situata sulla collina del Brè con vista panoramica, il ruolo storico ch’essa ricoprì durante la II guerra mondiale è a parere della STAN un motivo supplementare e determinante per salvarla; in questo caso  è ipotizzabile – facendo leva appunto sulle attività diplomatico-spionistiche e di supporto a fuoriusciti e profughi che vi si svolsero – il coinvolgimento anche di Cantone e Confederazione ed eventualmente anche di altri enti svizzeri o esteri. In questo secondo caso la Città potrebbe cioè cavarsela con poca spesa, contribuendo però a salvaguardare un simulacro minore ma simbolicamente importante della memoria dei drammi del Novecento europeo e delle interazioni che la Svizzera ebbe con essi.

2) In secondo luogo la STAN chiede al Municipio di Lugano di prendere misure provvisionali di salvaguardia in vista del varo dell’ elenco comunale dei beni culturali protetti, al fine di non pregiudicare la situazione di fatto nonché la facoltà di scelta del Legislativo e inoltre per non creare (de facto se non de jure) delle disparità di trattamento. In pratica, di qui alla conclusione dell’iter pianificatorio finalizzato appunto all’adozione dell’elenco dei beni protetti, dovrebbe essere tenuta congelata ogni domanda edilizia o notifica di demolizione che potrebbe portare alla scomparsa di ville o altre costruzioni d’epoca potenzialmente candidate a diventare oggetti protetti (tra queste anche qualcuna delle prime testimonianze dell’architettura moderna alle nostre latitudini).

VILLA ANTONIETTA, LUGANO

DEMOLITA

Villa Antonietta, Lugano

Villa Antonietta fu costruita nel 1900, come risulta dal confronto delle piante storiche della città di Luga­no. Il progettista è ignoto. Lo stile delle facciate ci induce a credere che fosse un architetto già anziano. Non notavano in­fatti gli elemnti caratteristici per l’architettura  dei progettisti allora in auge: Ferla, Maraini, Bordonzotti, Brunel, Somazzi ma quella della generazione precedente, dei De Filippis, Demetrio Camuzzi ecc. A occhio la si daterebbe al periodo 1880-90 circa, come la bella casa che un tempo sorgeva in piazza Dante a fianco della chiesa di S. Antonio (oggi BUC), con la quale ha forte somiglianza. Le facciate della villa, che erano deteriorate, sono state restaurate pochi anni fa e tinteggiate di un colore vivace. Villa e giardino co­stituivano un oasi di bellezza erano polmone verde nel tessuto stradenso e trafficato di Besso. La villa era sempre rimasta abitata e lo splendido giardino era sempre ben curato. Più che di giardino si poteva parlare di un piccolo parco, con piante di dimensione tale che risalgono sicuramente all’epoca della costruzione della casa. È veramente peccato che non si è potuto fare niente per salvare questo grazioso testimone dell’Ottocento. (più "Il nostro Paese" 288 Aprile - Giugno 2006)

VILLA STUDER - RAMONA A CASSARATE

Villa Studer-Ramona è circondata da un giardinobosco di circa 7000 metri quadri che si inerpica sul fianco del Monte Brè tra Cassarate e Suvigliana. Da molti anni è in abbandono. Già alla fine degli anni Sessanta si progettava di demolire la villa, risalente al 1931, per costruire al suo posto una palazzina d’appartamenti. Da allora i progetti concepiti e abbandonati si sono susseguiti con frequenza costante. Una decina d’anni dopo il primo studio, si cominciò a mettere la villa in disarmo per demolirla. Furono asportate porte e finestre e i lucernari del tetto. Poi i lavori si fermarono e le modine che indicavano i profili del previsto edificio, dimenticate sul posto, infine precipitarono al suolo. La villa subì anche un incendio, tuttavia con danni limitati. Senza difese dalle intemperie, l’edificio fu vittima di un progressivo degrado. Infiltrazioni di pioggia e neve dai fori dei lucernari e dalle finestre hanno provocato il crollo delle solette di legno, mentre i muri perimetrali in solida pietra di Caprino e i muri di spina in mattoni di cemento sono sempre in buono stato e anche il tetto regge. Le splendide decorazioni pittoriche delle facciate sono gli elementi di maggiore pregio della villa e, protette dalle gronde del tetto, sono ancora leggibili e dove slavate ricuperabili. Negli anni la villa ha assunto nel quartiere un’aura di mistero, dovuta al lungo abbandono e al progressivo lento degrado, al susseguirsi di iniziative immobiliari finite in nulla, e forse anche per la memoria della antica presenza del cimitero da un piccolo ponte di pietra ancora esistente e visibile di fianco a Casa Bianca. Malgrado le segnalazioni dei ritrovamenti da parte dei proprietari, mai è stata condotta un’indagine archeologica sul sito. Oggi l’area secondo il piano regolatore è edificabile. Il penultimo progetto contemplava il restauro di Villa Studer e la costruzione di altri edifici sul retro, ma è stato abbandonato anch’esso. Nel 2005 le autorità ne hanno approvato uno nuovo che prevede la demolizione della villa e la costruzione di un grande complesso immobiliare, costituito da un edificio d’appartamenti lungo una quarantina di metri e un secondo edifico sul retro, nella parte alta del terreno, previo consolidamento del pendio boscoso retrostante che è instabile, lavoro attualmente in corso.

Villa Wesphal, Cassarate


Villa Studer - Ramona negli anni di guerra

La residenza ha avuto un ruolo importante durante la Seconda Guerra mondiale. Fu infatti punto d’appoggio per varie azioni dei servizi segreti elvetici e americani e punto di passaggio di vari fuoriusciti o profughi, come recentemente ricordato nella guida “LUGANO 1939-1945, Guida ai luoghi, ai personaggi e agli avvenimenti della città e dei suoi dintorni in tempo di guerra” di Francesca Pozzoli e Christian Luchessa apparso l’anno scorso nell’ambito di un progetto Interreg e come illustrato dal documentario “Il ritorno di Inge” diffuso dalla TSI il 20.3.2005 dove una testimone oculare – la profuga ebrea austriaca Ingebor Neufeld – rievoca la storia vissuta in prima persona nella villa). (più "Il nostro Paese" 287 Gennaio - Maggio 2006)


VILLA BRANCA A MELIDE

Situata non per caso sul lungolago di Melide, nella zona fino a pochi anni fa da tutti conosciuta come "alle cantine", Villa Branca continua e amplia una tradizione antica, essendo sorta da quelle che erano semplici cantine. Villa Branca è stata definita l'esempio più importante dell'architettura eclettica-liberty sulle sponde del lago Ceresio, ed è stata descritta come di un fantasioso stile Medioevale che si situa tra il postromantico e il floreale, arricchito con merlettate bifore e trifore goticheggianti.

Villa Branca, Melide


Il corpo centrale è stato ultimato verso il 1912 (l'architetto è sconosciuto), al quale è stata aggiunta, negli anni '20, per opera dell'architetto luganese Americo Marazzi, la parte a destra. Giardini pensili e pergolati situati nella parte alta della proprietà aggiungevano ulteriore fascino al quadro d'insieme di una grande villa che si specchia nel lago. Al piano terreno del corpo centrale, si trovano le entrate delle cantine, magazzini e uffici; sul lato destro, sempre al piano terreno, si trovano altre ampie cantine e i locali che servivano ai giardinieri. Nei piani superiori sono situati gli ambienti privati e ampi spazi adatti alle operazioni necessarie all'attività di un'importante casa vinicola. Villa Branca, dunque, non è leggibile solo quale residenza di un'agiata famiglia, bensì anche quale sede di una casa dedita ad un notevole commercio di vini.

Disabitata dal 1981, anno di morte di Adele Branca, Villa Branca ha visto nascere e morire diversi progetti. 

La villa sta deperendo a vista d'occhio, e potrebbe essere prossimamente demolita per lasciare posto a nuove costruzioni (area edificabile 4'427 m2). Interessante anche per un eventuale acquirente disposto a rivalutare Villa Branca, la possibilità di disporre di un bosco (ex parco) di circa 46'000 m2, e la situazione (rara) di poter disporre di un giardino di 1'046 m2 direttamente a lago.Villa Branca non è protetta da vincoli particolari e non è iscritta quale monumento storico. Potrebbe essere ristrutturata quale rappresentanza commerciale di una casa viti-vinicola con annessi appartamenti privati, oppure divenire sede di una società internazionale, oppure ancora si presterebbe quale sede di una scuola privata o centro di formazione per grandi società.


Villa Antognini, Bellinzona

VILLA ANTOGNINI  A BELLINZONA

 
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