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L’Heimatschutz Svizzera conta circa 17'000 membri. È l’organizzazione mantello di 25 sezioni
cantonali a libera adesione. ObiettiviL’Heimatschutz Svizzera si impegna per la salvaguardia
della cultura architettonica, con particolare attenzione alla conservazione dei manufatti
qualitativamente pregevoli, allo sviluppo armonico dell’ambiente costruito e all’aspetto formale
di alto livello per i nuovi progetti edili. AttivitàL’Heimatschutz Svizzera persegue i suoi obiettivi
curando anzitutto le attività rivolte al pubblico, come l’edizione di opuscoli tematici, la consulenza
tecnica, la collaborazione in materia di pianificazione, le prese di posizione in campo politico,
il ricorso ai mezzi legali e l’assegnazione di contributi finanziari a progetti esemplari.
Con il conferimento dei premi annuali Premio Wakker, Premio Heimatschutz, Premio
Schulthess per i giardini),
l’Heimatschutz Svizzera riconosce gli interventi esemplari.
Assieme a Pro Natura, organizza da più di 50 anni la Vendita del Tallero.RivistaIl trimestrale
„Heimatschutz/Sauvegarde" e l’inserto "Heimatschutz" nel Nostro Paese, oltre a
pubblicare informazioni d’attualità, avvertono sempre su un argomento specifico.

Premio Wakker

Heimatschutz Svizzera conferisce ogni anno il Premio Wakker a un Comune politico.
Il premio dotato di 20’000 franchi, ha un significato più che altro simbolico. Il valore della
distinzione risiede infatti nel riconoscimento pubblico di misure e interventi esemplari.

Il Premio Wakker è stato assegnato per la prima volta nel 1972 grazie a un lascito
dell’uomo d’affari ginevrino Henri-Luis Wakker (1875 - 1972), alimentato negli anni
successivi da altri legati che hanno permesso all’Heimatschutz Svizzera di continuare
fino ad oggi ad assegnare il Premio.

Il Premio Wakker è un riconoscimento degli sforzi compiuti dai Comuni per salvaguardare
l’aspetto e lo sviluppo dell’abitato. Le distinzioni assegnate negli anni Settanta a Stein am Rhein,
Guarda, Avegno ecc. intendevano sottolineare che la conservazione dei nuclei storici non era un
fatto scontato. Oggi, l’attenzione si è invece spostata sui comuni che favoriscono uno sviluppo
urbano ordinato seguendo orientamenti pianificatori attuali. Sotto questo cappello generale, va
intesa in particolare la promozione della qualità estetica delle nuove costruzioni, un approccio
rispettoso ai beni architettonici storici, e una pianificazione esemplare e attuale.

Premio Wakker in Ticino è stato attribuito al comune di Avegno nel 1982, al comune
di Monte Carasso nel 1993.

Premio dell’Heimatschutz

Il Premio dell’Heimatschutz viene conferito a società, associazioni, grup pi di lavoro,
enti che operano a favore della salvaguardiadei beni culturali e naturali. Assegnato
la prima volta nel 1984, il Premio è dotato di 10’000 franchi.
Idee innovative di uno studio giovane
Se l’educazione all’ambiente fa ormai parte dell’insegnamento scolastico ed extra
scolastico, lo stesso non si può dire dell’architettura e dei beni culturali. Lo Studio
d’architettura Tribu contribuisce a colmare questa lacuna con proposte tanto concrete
quanto efficaci e originali. Lo scopo dei tre architetti dello Studio è quello di sensibilizzare
la popolazione (infantile e adulta) all’architettura e all’ambiente costruito. I vari corsi
propongono interessantissimi programmi adeguati all’età dei partecipanti. Oltre all’architettura
e alla progettazione, la comunicazione è così assurta ad attività principe dello Studio,
nato appena quattro anni or sono.

I corsi per le scuole si svolgono generalmente in tre fasi. Dopo un’introduzione dedicata
alla costruzione e al lavoro dell’architetto, si passa alla presentazione di un diaporama
sulle diverse forme costruttive. A questa fase teorica, ne segue una pratica, nel corso
della quale i bambini costruiscono modellini di case che uniscono prima in un quartiere
e poi in una città. La parte pratica si conclude con la costruzione in comune delle
infrastrutture e degli edifici pubblici. Per i giovani e gli adulti, i corsi si svolgono in
modo diverso, essendo imperniati sulla comprensione della città, i criteri di valutazione
dei progetti, lo spazio ecc. Il terzo percorso conduce alle "passeggiate urbanistiche"
attraverso Losanna, iniziativa estiva aperta a tutti. Quest’anno, era in programma la
discesa a piedi o in monopattino dalla Valle del Flon per scoprire come la topografia
e la storia della città ne abbiano influenzato (e ne influenzino tuttora) la forma.
Un esempio destinato a fare scuola

Per migliorare fondamentalmente la qualità dell’ambiente in cui viviamo, occorre
sensibilizzare anche i profani di architettura e beni culturali. I tre architetti dello
Studio Tribu reputano che uno dei principali compiti del futuro sia quello di trasmettere
i metodi di lavoro, le esperienze e, soprattutto, di inserire la conoscenza dell’ambiente
costruito nei programmi scolastici e di formazione continua. Assegnando il Premio
Heimatschutz 2004 a questo Studio di architettura, la Heimatschutz intende incoraggiare
questa tendenza e invogliare altri architetti e pedagoghi a seguire questo illuminante esempio.


Premio Heimtaschutz attribuito in Ticino:  

nel 1986: Associazione per la protezione del patrimonio artistico e architettonico di Valmaggia (APAV).

nel 1996: Associazione amici del Teatro sociale, Bellinzona.

nel 2001: Per la collezione di piante del sir Peter Smithers di Vico Morcote.

Il Premio Schultess per i giardini

Il Premio Schultess per i giardini ha potuto essere istituito grazie alla generosità dei coniugi 
dott.Georg e Marianne von Schultess allo scopo di promuovere la cultura paesaggistica in Svizzera.
Il Premio Schultess può essere devoluto a privati, istituzioni o Comuni che possono documentare
di aver fornito prestazioni d’ecezione nel campo della cultura paesaggistica. Il vincitore è designato
da da una comissione che premia la qualità innovativa del progetto sotto i profili botanico e architettonico,
la cognizione ecologica avanzata e il carattere non aleatorio  degli interventi. Possono essere giudicati
meritevoli di premiazione anche l’approccio ai beni storici e la creazione di condizioni favorevoli a
una migliore cultura paesaggistica.

Vendita del Tallero

Procurare mezzi, sensibilizzare, promuovere la solidarietà: da sessant’anni, la Vendita del Tallero
è una delle principali iniziative dell’Heimatschutz Svizzera coronata da grandissimo successo. 
L’idea di vendere pubblicamente per strada un tallero di cioccolato avvolto in carta dorata e di utilizzarne
il ricavato per la tutela dell’ambiente del paesaggio è nata nel lontano 1945.


Tutto è iniziato al Lago di Sils

Sin dalla fine del XIX secolo, si succedevano vari progetti per raccogliere l’acqua del Lago di Sils, nell’Alta
Engadina, e alimentare le turbine di una centrale idroelettrica in Val Bregaglia. Gli amici della natura
si opposero all’idea, perché temevano che l’idillico lago di montagna avrebbe finito per tramutarsi in
un bacino di raccolta artificiale. Nel 1945, si riuscì a convincere i Comuni di Sils e di Stampa,
proprietari del lago, a sottoscrivere un contratto che mirava a tutelare in modo duraturo il lago e
le sue rive. Per indennizzare i Comuni che così non avrebbero incassato i diritti di concessione
e quelli per il consumo dell’acqua gli Amici del Lago di Sils dovettero però raccogliere nel giro
di due anni 300'000 franchi. Dalle casse vuote dello Stato non ci si poteva aspettare nulla,
cosicché si dovette inventare qualcosa: nacque così il tallero. Il 9 e il 10 febbraio 1946,
si vendettero in tutto il paese 823'420 talleri. Il Lago di Sils era stato salvato e da allora
l’Heimatschutz Svizzera e la Lega svizzera per la protezione della natura (oggi Pro Natura)
fanno della vendita del tallero la loro principale fonte di entrate.

 Da un singolo oggetto a un tema generale

I talleri venduti in tutti questi anni sono stati 45 milioni, per un provento netto di 65 milioni
di franchi, andati principalmente a favore dei due enti promotori per il finanziamento dei
loro progetti e, da venticinque anni, anche alla Fondazione svizzera per la tutela del
paesaggio, di cui sono stati cofondatori. L’altra parte è stata impiegata per l’oggetto
principale, il tema proposto a turno dall’Heimatscutz Svizzera e da Pro Natura.
Inizialmente, i mezzi assegnati all’Heimatschutz sono serviti all’organizzazione
per conservare e restaurare siti storici, singoli edifici o insiemi; più avanti,
invece, a mantenere le strutture insediative, tutelare i paesaggi colturali e la cura
di singoli elementi. Pro Natura ha dal canto suo messo l’accento sulla protezione delle specie,
l’acquisizione e il mantenimento di biotopi; dagli inizi degli anni Ottanta, sono balzati
alla ribalta temi specifici, come la protezione dei fiordalisi, dei ruscelli naturali e le paludi.
La Vendita del Tallero svolge anche un importante compito di politica sociale e formativa,
contribuendo a sensibilizzare la popolazione alle questioni relative al nostro habitat.

Cooperazione dei volontari

Per quanto si tratti di un’operazione in grande stile, le spese sono minime: il segretariato –
una sola persona – organizza la vendita nazionale, un centinaio di responsabili locali
lo rappresenta in tutte le regioni del paese, più di 2’500 insegnanti seguono sul
comprensorio di vendita l’azione dei loro allievi, gli handicappati della Fondazione
Martin di Erlenbach/ZH imballanoi talleri per la spedizione e 50’000 allievi dai 10 anni
in su offrono alla popolazione i talleri. Ma senza la l’intervento di oltre
600'000 acquirenti, che ogni anno a inizio autunno sostengono l’iniziativa,
tutti questi sforzi non approderebbero a nulla.


Tutelare i mezzi di trasporto storici

Nonostante l’esiguità del suo territorio, la Svizzera annovera un patrimonio di mezzi di trasporto storici assai diversificato. Essi raccontano
la storia della nostra mobilità, di un turismo del bel tempo che fu e della formidabile perizia degli ingegneri elvetici, ma ciò non di meno molti
di essi rischiano di sparire per sempre. Il provento del Tallero d’oro 2010 è destinato alla loro tutela, nonché al finanziamento di altri progetti
di protezione dei beni culturali e naturali. ...di più

                                                                                                                                                                                                            

www.heimatschutz.ch

info@heimatschutz.ch



  


 
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